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TENSHIN SHODEN KATORI SHINTO RYU

COSA FACCIAMO

SCHERMA GIAPPONESE




L'ANTICA ARTE DEL SAMURAI


Il Tenshin Shoden Katori Shinto Ryu è la più antica scuola, tuttora esistente, di Bujiutsu (arti marziali tradizionali).
Fu fondata nel 1447 nel tempio shintoista di Katori, da cui la scuola ha preso il nome, da Izasa Iienao, che assunse poi il nome Choisai. Per volontà del Fondatore, la scuola è rimasta sempre indipendente da qualunque clan nobiliare o fazione politica nell'epoca del Giappone feudale.
L'addestramento comprende, oltre allo studio delle armi, anche insegnamenti riguardanti lo studio della tattica e della strategia militari, della medicina orientale ed insegnamenti esoterici (kujikiri) e di geomanzia (studio della conformazione del territorio).
La scuola è stata nell'ultimo mezzo secolo diretta dal caposcuola (soke) e discendente del fondatore Yasusada Shuri no Suke.

Una scuola che insegna l'utilizzo della spada giapponese (Katana) con un programma completamente codificato per un apprendimento rapido ed efficace. Nel XV° secolo venivano addestrati i Samurai per combattere in guerra con questo programma di studi, l'insegnamento dell'uso della spada giapponese, veniva e viene considerato primario. L'apprendimento ulteriore delle armi tradizionali, ne completa lo studio. Attraverso l'uso delle altre armi si imparerà a modificare la propria distanza e i tempi di attacco e di difesa.
Il Kenjutsu o combattimento con le spade, si svolge con armi di legno (bokken), ed è praticato per mezzo di kata o forme codificate dalla scuola. Il kata è composto da fluide sequenze di colpi (fendenti, stoccate, affondi, colpi di striscio e parate), che vengono scambiati tra i due praticanti.
Ogni allievo deve imparare entrambi i ruoli che compongono il kata. Il principiante incomincia praticando le guardie di base, e i colpi fondamentali d'attacco, facendoli confluire infine nel primo kata omote (livello di base), che viene eseguito in coppia di un compagno di pratica più esperto. Durante la progressione nella pratica, l'allievo impara nuovi kata, che divengono sempre più complessi ed articolati.


LA STORIA


La nascita della scuola è riportata nei testi come una commistione di leggenda ed eventi storici, fatti e mitologia.
Il fondatore, Iizasa Choisai Ienao (1387-1488), era il figlio di un Guerriero appartenente alla piccola nobiltà di campagna che viveva nel villaggio di Iizasa (oggi Tako-machi) nella prefettura di Chiba. Ancora giovane Ienao già si distingueva negli studi marziali della spada e della lancia. Presso gli uomini del clan Chiba, i suoi superiori, Ienao era ben conosciuto per la sua eccellenza nelle abilità marziali.Choisai
Il giovane Ienao partecipò a combattimenti individuali sul campo di battaglia e non fu mai sconfitto. Così la sua fama di guerriero si estese velocemente da un capo all’altro del territorio. Più tardi, con la caduta del clan Chiba, Ienao si staccò dal suo stesso clan e dagli alleati e donò un migliaio di koku di riso al tempio di Katori ed eresse pure il Shintokusan Shinpuku-ji, un tempio, a Miyamotomura, Otsuki, dove donò un altro migliaio di koku di riso.
Ienao si recluse a Umekiyama, un posto collocato vicino il recinto più interno del tempio di Katori.
Durante il periodo in cui Ienao visse un’esistenza ritirata, avvenne che uno dei suoi devoti discepoli si recasse a lavare un cavallo ad una fonte vicino al tempio di Katori. Poco tempo dopo il cavallo iniziò a soffrire di forti dolori e, pochissimo dopo, morì. Ienao si meravigliò per l’accaduto ed attribuì questi straordinari effetti al potere divino di Futsu-nushi no Mikoto che, secondo lui, aveva provocato la morte del cavallo.
All’età di sessant’anni allora, Ienao decise di dedicarsi ad una quotidiana adorazione al tempio di Katori per un periodo di mille giorni. Durante questo periodo, e dopo aver compiuto un’austera cerimonia di purificazione, s’impegnò Kanji in un severo regime di allenamento marziale. Mentre era in questo stato di disciplina spirituale, così ci narrano, Ienao ebbe una visione di Futsu-nushi no Mikoto. Questa potente divinità, con l’apparenza di un giovane ragazzo, apparve a Ienao dopo che si era seduto su un ramo di un vecchio albero di prugno, vicino al luogo dove era solito allenarsi. La visione offerse a Ienao un volume di Heiho Shinsho, un libro di strategia marziale scritto da mani divine.
La visione gli predisse pure: “Tu diverrai il più grande maestro di tutti gli uomini di spada sotto il sole”.
nome formale di questa l’espressione “Tenshin Shoden”, che ricorda la trasmissione divina ricevuta da Futsu-nushi no Mikoto.
Un enorme numero di manoscritti sulla strategia marziale sono tuttora conservati dall’attuale capo della famiglia Iizasa a testimonianza della grande esperienza pratica e spirituale acquisita da Ienao nelle discipline marziali.
Il maestro Iizasa Choisai Ienao morì, sorprendentemente, alla veneranda, ed inconsueta, età di centodue anni. Il suo postumo nome buddista è Taiganin-den Taira-no-Ason-Iga-no-Kami-Raiodo-Hon-Dai-Koji; quello di sua moglie è Kagakuin-den-Myoshitsu-Seikyo-Taishi.

REFERENTI TECNICI


Il Maestro Hatakeyama Goro nasce il 17 Agosto 1928 a Tokyo, inizia lo studio delle arti marziali a 13 anni praticando il kendo mentre frequenta le scuole superiori. Dopo essersi dedicato per anni allo studio del Jujutsu tradizionale, si dedica dall'età di trent'anni allo studio del Katori Shinto Ryu a cui è stato introdotto dal maestro Yoshio Sugino di cui diviene allievo e rapidamente primo assistente.

Il Maestro Hatakeyama, avendo ottenuto il IX° Dan Menkyo-kaiden, si è dedicato all'insegnamento del Tenshin Shoden Katori Shinto Ryu seguendo le orme del suo Maestro. Il Maestro Hatakeyama ha diffuso il Katori Shinto Ryu al di fuori del Giappone, con stage in Francia, Olanda, Belgio, Svizzera, Italia, Gran Bretagna, Polonia, Repubblica Ceca, Ungheria, Russia, Canada e Stati Uniti, prima di spegnersi l'8 Dicembre 2009 a Kamakura.

Oggi il nostro dojo, che fa riferimento all'
Accademia Italiana di Spada Giapponese, ha come referente tecnico il maestro Andrea Re, già V° Dan di Aikido (Aikikai di Italia e Tokyo), V° Dan di Hoki Ryu (Butokukai) ed a cui Hatakeyama Sensei, prima di morire, ha voluto conferire il VII° Dan (Menkyo Okuden) di Katori Shinto Ryu.



LE ARMI PRATICATE NELLA SCUOLA


IL BOKKEN


Il Bokken è una spada di legno utilizzata nell'allenamento e conosciuta anche come bokutō. Il bokken è infatti la riproduzione in legno della katana giapponese e ne conserva la forma, la bilanciatura e, nel caso di alcune scuole, anche il peso.

È l’arma base su cui si fonda tutto lo studio della scuola, e viene studiata la sua applicazione su tutte le altre armi tradizionali. Il maneggio dell’arma é quello tipico della spada. La scuola insiste in modo particolare sullo studio tecnico del bokken in quanto é considerato lavoro centrale anche per la comprensione strategica delle altre armi. Una volta in possesso di una spada standard il guerriero classico ne faceva comprensibilmente la propria arma principale ed elaborava metodi per utilizzarla nel modo più efficace possibile.

IL BO


Il bo è un bastone lungo circa 180 centimetri usato nel combattimento, solitamente costruito in legno o bambù. Il bō standard è talvolta chiamato rokushakubo. Il nome è composto dalle parole giapponesi roku (ossia "sei"), shaku (un'unità di misura giapponese "piedi") e bo (cioè "bastone"). Quindi rokushakubō indica un'asta di legno lunga sei shaku (181.8 cm).

Nell’ordine didattico, l’uso del Bo viene a posizionarsi come seconda arma. L’utilizzo di tale arma, abbastanza semplice e limitata nell’uso, prepara alla combinazione con gli elementi già appresi con il Bokken, evolvendo nella pratica della Naginata

LA NAGINATA


La naginata è un'arma di solito costituita da una lunga lama ricurva ad un solo filo, che si allarga verso l'estremità, montata grazie ad un lungo codolo su un'asta di varia lunghezza, ma in genere più corta di una lancia. Ricorda i "falcioni" del medioevo europeo. Verso l'era Tokugawa, relativamente pacifica, divenne un'arma desueta in battaglia ma continuò ad essere utilizzata per il combattimento individuale e per la difesa degli edifici o delle dimore private. Probabilmente per questo il suo uso si diffuse specialmente tra le donne della classe militare.

Come naturale completamento alle armi precedenti, la Naginata raduna in se la possibilità di tagliare come una spada e di colpire come un bastone, ragion per cui diventa il terzo elemento di approccio dellascuola.

IL KODACHI


Raggiunto un determinato livello di abilità, gli esponenti della disciplina si allenano anche con il Kodachi, o spada corta.

Questo tipo di arma come il Naginata, veniva insegnata prima alle donne che agli uomini, in questo caso risultavano apparentemente disarmate (l’arma veniva celata negli abiti).

Kodachi significa letteralmente "spada corta", è troppo corta per essere considerata una spada, ma troppo lunga per essere un pugnale. Grazie alle sue dimensioni, può essere estratto e utilizzato molto rapidamente.

La lunghezza del kodachi è simile a quella del wakizashi e, anche se le lame differiscono notevolmente nella costruzione, il kodachi e il wakizashi sono simili a tal punto che i due termini vengono talvolta utilizzati (erroneamente) in modo intercambiabile. Mentre la kodachi può avere varia lunghezza, il wakizashi viene forgiato per completare l'altezza di chi lo maneggia o la lunghezza della katana a cui viene associato, inoltre il kodachi è caratterizzato da una maggiore curvatura rispetto al wakizashi e di solito ha una lunga impugnatura.

IAI JUTSU


Si tratta di un arte incentrata su metodi di impiego della spada, la quale deve essere estratta partendo dalla posizione di riposo, ovvero all'interno del fodero. Il fondamento logico dello iai-jutsu pone lo spadaccino nella condizione di poter reagire a una situazione imposta da un aggressore. A differenza del kenjutsu, generalmente lo iai-jutsu viene eseguito come esercizio individuale e attribuisce un rilievo singolare al fatto che l'esponente può essere seduto, accosciato o disteso, trovandosi quindi relativamente impreparato per il combattimento.

In particolar modo lo Iai del Katori Shinto Ryu, mette in luce la strategia che i guerrieri dell'epoca agivano per la propria difesa. Durante le esplorazioni notturne e preventive dei luoghi di combattimento e/o all'avvicinarsi al campo nemico, delle sentinelle proteggevano gli esperti di strategia che osservavano gli appostamenti nemici. Tutti adottavano un particolare modo di sedersi a terra chiamato Iai-goshi, da qui lo sviluppo dello Iai da questa posizione abbassata rispetto a quella abituale in piedi o completamente seduta. Inoltre lo Iai-goshi aveva un vantaggio rispetto alla posizione in piedi, che era quello di potersi nascondere facilmente dietro un qualsiasi cespuglio od ostacolo alla vista molto basso. Quindi, questi guerrieri sviluppavano la capacità di difendersi o aggredire da una posizione più bassa rispetto a quella del nemico.

RYOTO


Raggiunto un determinato livello di abilità, gli esponenti della disciplina si allenano anche con due spade, di solito una corta e una lunga.

Il Ryoto mette l’avversario armato di spada singola di fronte ad una situazione estremamente pericolosa, in quanto la versatilità delle due spade in rapida successione determina un maneggio della spada, veloce e preciso con spostamenti rapidi per non essere colpito. Il susseguirsi di colpi incalzante non lascia tregua allo lo spadaccino inesperto. Il Ryoto veniva insegnato agli uomini.

LO YARI


Arma d'asta tipica della fanteria, lo yari era costituito da una lama diritta con punta e due tagli innestata su un'asta in legno tramite un codolo della lama. La lunghezza di lama e asta variavano in base al modello ed all'utilizzo (dai due metri fino ad oltre tre metri e più). L'arte del combattere con lo yari (sojutsu) è presente in diverse scuole fin dal 1400. La lancia colpisce prevalentemente di punta; il guerriero si esercitava ad eseguire attacchi ripetuti in cui la lancia, tenuta saldamente con la mano destra, scorre all'interno della mano sinistra a produrre un affondo di temibile efficacia.

L'arte dello yari (lancia), nella progressione dell'apprendimento, è una delle ultime armi ad essere insegnata. Utilizzato per colpire principalmente di punta, quest'attrezzo è particolarmente insidioso e rapido per i suoi colpi micidiali. È quindi un'arma riservata ad un praticante esperto e con un ottimo bagaglio tecnico. A questo punto dell'apprendimento non si possono più avere incertezze o lacune tecniche di alcun tipo. Infatti i bersagli preferiti dal lancere sono gli occhi, le spalle, la gola, le cosce, l'addome.

Il sojutsu abituava il bushi a ritenere la lancia un'arma d'opportunità, più che di impiego tattico generico. La lancia poteva essere utilizzata sia a cavallo che a terra.

GLI SHURIKEN


Al programma ufficiale della scuola si affiancano gli insegnamenti "segreti" (Kuden), primo dei quali è lo Shuriken jitsu: l'arte di lanciare dardi.

Esistono molti tipi differenti di Shuriken, quelli utilizzati dalla scuola di Katori sono "bo shuriken" e si presentano come spilloni di metallo ad una punta che assumevano in battaglia sopratutto un ruolo strategico.

A dispetto della credenza moderna occidentale, che vuole gli Shuriken patrimonio esclusivo dei Ninja, la pratica del loro utilizzo nella scuola di Katori ed in molte altre Koryu viene considerato un complemento allo studio della spada.

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